LA TENUTA
Spettacolo La Tenuta
DI Natalia Magni
Regia di Natalia Magni
PRODUZIONE Officina Teatrale
La Tenuta

Giudi insegue il futuro, Lia custodisce il passato, Ciro vive il presente. Riusciranno questi universi in rotta di collisione a trovare la propria traiettoria?
Uno spettacolo per chi ha la ridarella ai funerali, per chi alla gazzosa preferisce lo champagne, per chi incontra porcospini ninja e ne ha paura, per chi rivernicia persiane sui tacchi a spillo, per chi non sa dire mi manchi.


LA TRAMA

Due donne, Lia e Giudi, la buona e la dannata, vivono in eterno conflittuale paragone fin dalla nascita: Lia, la figlia modello, e Giudi, la figlia degenere che a sedici anni lascia casa per ottenere la propria libertà. Accompagnata dal suono di un campanello, Giudi dà vita ad una catena di ricordi, ritrovandosi a fare i conti con la propria infanzia, con le scelte fatte e quelle subite, il rapporto con un padre mai accontentato, un nipote adolescente alla ricerca di attenzioni e la diroccata tenuta di famiglia, ricettacolo di polvere e ricordi, snodo e pretesto per ricominciare. Così Giudi finalmente affronterà i nodi cardine della sua esistenza, riuscendoli finalmente a dipanare.

LO SPETTACOLO

Tutto ne “La Tenuta” parla di noi, dei nostri limiti, delle parole non dette, di quelle urlate in faccia, del coraggio e della paura, dei “se” e dei “se avessi fatto”.
Nel raccontare un quarto di secolo, il presente e il passato si intrecciano sempre più fittamente, a svelare le possibilità mancate e quelle prese, le scelte mancate e quelle riuscite, le luci e le ombre di un vissuto in bilico tra risate e liti, gioia e cupezza, vita e oppressione.
Come una cassa toracica che si apre e si chiude per far entrare il respiro vitale, così lo spazio scenico si apre e chiude e la luce, inizialmente filtrata, tagliata, ricercata, riesce infine, rimossi gli ultimi ostacoli, ad illuminare le vite dei nostri personaggi.

IL CAST

Progetto di Luca Ariano
Testo e regia di Natalia Magni

Disegno luci Nicola De Santis, scenografia e costumi Giuseppe Bellini, aiuto regia Lorenzo Parrotto, ufficio stampa Viola Sbragia, responsabile di produzione Romina Delmonte, produzione Officina Teatrale.

con: Roberto Baldassari, Gilda Deianira Ciao, Romina Delmonte, Luca di Capua, Pietro Faiella, Lucia Fiocco, Mirko Lorusso, Liliana Massari, Alessandro Moser

Dicono dello spettacolo

Dietro “La Tenuta” si nasconde una commedia nera, forse neanche troppo; la definirei simpaticamente grigia. Sicuramente tagliente, a tratti provocatoria, viene portata avanti con dialoghi diretti, aspri, esacerbati, ma anche battute ironiche. (…) Tutto attraverso una scrittura interessante e brillante, ma che si sviluppa in un lento crescendo.
(Il ‘Mio’ Teatro, di Riccardo Massaro)

Una storia che merita di essere vista e goduta, (…) questo testo, squisitamente teatrale, si regge su intuizioni strategiche, anche rischiose, che trovano uno sviluppo coerente. Con quella dose da cavallo di ironia che è propria dell’autrice, il suo sguardo divertito e dissacrante nei confronti di certo perbenismo d’accatto, e l’adesione piena da parte degli attori, una compagnia in formazione, duttile e affiatata, ampiamente rodata (Liminateatro, Alessandra Bernocco)

Non mancano rivelazioni, cambi di registro ma, soprattutto, un netto reindirizzamento della trama attorno a una cesura anche formale, che vira da una storia raccolta nell’intimità della memoria famigliare verso una riconversione dei ricordi in progettualità (…) L’abisso di un lutto è lo strumento di quella cesura, drammaturgicamente svolto con maestria.

Il testo (…) suscita nel pubblico affettuose risate e approvazione.(Krapp’s Last Post, Carlo Lei)

L’ambientazione si rivela uno spazio che protegge la famiglia e al contempo il pubblico da essa, ma si espone, come una vetrina, ai giudizi. Aprendosi verso il pubblico, crea un’esperienza emozionale in chi la guarda ed esprime metaforicamente un’apertura verso nuove occasioni e opportunità. A colpire è l’uso suggestivo delle luci che sottolineano, denudano e mettono in primo piano tutti i personaggi e le loro vicende. Una finestra che ci permette di affacciarci sulla realtà dura e sofferta di questo dramma.
(ViviRoma, Riccardo Massaro)